Forte dell’esperienza di una famiglia che si occupa di vino da ben tre generazioni la famiglia Lunelli ha scelto di vivere appineo la passione per le eccellenze del bere italiano affiancando al Trentodoc Ferrari: le Tenute Lunelli, la Distilleria Segnana, l’acqua Surgiva e Bisol 1542.

Racconta questa appassionate storia Matteo Lunelli, amministratore delegato del Gruppo dal 2002.

ll Gruppo Lunelli ha fondamenta solide: come e quando è iniziata la sua storia?

Matteo Bruno Lunelli
Il Gruppo Lunelli, di cui sono amministratore delegato dal 2002, rappresenta il buon bere italiano e le sue eccellenze. Il Gruppo nasce intorno alle cantine Ferrari acquisite da Bruno Lunelli nel 1952.
La prima acquisizione è stata la Distilleria Segnana 1860 produttore di eccellenza del più importante rappresentante dei distillati italiani: la grappa.
Il gruppo si è poi arricchito delle Tenute Lunelli prima in Toscana e poi in Umbria.
Buon bere italiano significa anche acqua. Quale migliore complemento delle Fonti Surgiva del Parco Adamello Brenta in Trentino? L’acqua che vi sgorga, leggera e con poco residuo fisso, è da sempre proposta solo in vetro bianco e distribuita nella migliore ristorazione e ospitalità alberghiera.

Il Gruppo si è infine arricchito del marchio Bisol 1542 un nome che fa parte della storia della Valdobbiadene, la terra del Prosecco Superiore DOCG e del Cartizze, la massima espressione della viticoltura estrema di quel territorio. Il marchio Bisol 1542 nel Gruppo Lunelli ha rinnovato logo e gamma.

Ogni territorio ha la sua identità e questo è uno dei più interessanti aspetti dell progetto Lunelli che si impegna per esprimere il meglio dell’Italia.

Il Gruppo Lunelli ha valori solidi e misurabili, che lo rendono riconoscibile in tutte le sue attività.

Sì proprio così. I valori di cui andiamo orgogliosi sono:

  • il legame tra territorio e prodotto;
  • la fiducia nella sinergia di gruppo;
  • la forza e la cultura della tradizione;
  • lo sguardo rivolto al futuro.

E infine la passione, che sebbene abbia nominato come ultimo fattore è in realtà il filo conduttore di una storia iniziata nel secolo scorso.

Nel Gruppo Lunelli trovano spazio vini di terre diverse e anche lontane tra loro

Pianizza
Esattamente. Il vino infatti è la “poesia della sua terra”. La viticoltura ricama i pendii delle montagne trentine, delle colline venete, toscane e umbre.
Per alcuni aspetti il Gruppo e le sue espressioni e valori sono la realizzazione del sogno di Bruno Lunelli: il cuore che pulsa nelle nostre attività è quello della sua mentalità aperta e della sua visione lungimirante.

Il vostro Ferrari spumante è un vino amato e premiato: quale tra i riconoscimenti ottenuti suscita ancora viva emozione?

Ferrari brindisi Emmy Awards
Lo Champagne and Sparkling Wine World Championships vinto a Londra. L’apprezzamento del nostro spumante in Italia è consolidato: già nel 1982 la Nazionale brindava con Ferrari. Nel 2002 ho iniziato a sviluppare l’idea di portare le nostre bollicine all’estero, nei territori che sembravano conoscere e amare solo quelle francesi.
I riconoscimenti ottenuti a Londra sono stati di gran valore anche per la presenza tra i membri della giuria di Tom Stevenson, il famoso wine writer inglese, conosciuto a livello mondiale per la sua competenza e conoscenza dello Champagne.

Ferrari fa grandi vini, che all’estero dovrebbero conoscere di più.

Tra i diversi riconoscimenti, con quali ha anche un legame affettivo?

Certamente il premio che ci è stato assegnato da AIDAF come “Impresa familiare dell’anno” nel 2014. La nostra, infatti, è prima di tutto una storia di famiglia, di valori e di passione. Nel tempo insieme abbiamo formato un grande team di collaboratori con cui abbiamo realizzato sogni e progetti.

Ricordo con grande affetto anche il riconoscimento assegnatomi nel 2015 come “Imprenditore dell’anno” per la categoria Family Business.

Il vino è un prodotto che evoca “terra e mani”, ma la moderna enologia si avvale anche dei progressi tecnologici. Come mantenete questo delicato equilibrio?

Gino, Bruno e Mauro Lunelli
L’artigianalità è in ogni bottiglia: le uve vengono raccolte a mano, e umano è il talento e la sapienza degli enologi, ma oggi la tecnologia offre un supporto essenziale alla produzione vinicola.

Il sapiente abbinamento vino cibo assicura l’esaltazione e l’espressione delle caratteristiche organolettiche di entrambi. Per la ricerca sviluppo dei vostri vini vi avvalete della collaborazione con chef e/o scuole di formazione?

Sì abbiamo una collaborazione viva e attiva con l’Istituto agrario di San Michele all’Adige, in provincia di Trento, che è parte della Fondazione Edmund Mach.
Inoltre crediamo nella sensibilità e nella partnership con i maestri sommelier oltre che del team interno di collaboratori.

Il consumatore oggi è sempre più attento e protagonista. Chiede informazioni e sostenibilità: come rispondete a queste esigenze?

Cantina Ferrari Trento
È un valore in cui crediamo e investiamo in modo costante: fare impresa è una responsabilità sociale che si declina nella capacità di promuovere e produrre nel territorio benessere e bellezza.
L’impegno del Gruppo Lunelli in merito alla sostenibilità è economico, sociale, ambientale. Crediamo e siamo produttori anche di vini biologici e promuoviamo la viticoltura sostenibile anche con i nostri conferenti. Abbiamo investito sulle fonti rinnovabili e investito nella ricerca per alleggerire le bottiglie.

Il vino italiano è sempre più apprezzato anche all’estero, dove però il Made in Italy condivide il suo “spazio al sole” con l’Italian Sounding.

È vero. Oggi l’Italian Sounding occupa il posto che il vero Made in Italy ha lasciato libero. Le nostre aziende e le istituzioni devono collaborare per valorizzare il territorio e la sua conoscenza e facilitando e promuovendo il turismo. Anche da Paesi nuovi come: India, Brasile, Russia.
E in Europa è necessario anche cominciare a guardare ai Paesi dell’Est.

Autore:
Francesca Antonucci